Ostacoli all'accesso all'assistenza sanitaria
Sebbene molti operatori sanitari e istituzioni stiano lavorando attivamente per creare ambienti più inclusivi, alcune persone LGBT+ potrebbero ancora incontrare ostacoli nell’accesso alle cure. Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, il 16% delle persone LGBT+ in Europa dichiara di aver subito discriminazioni in ambito sanitario, percentuale che sale al 34% tra gli intervistati transgender. Di conseguenza, alcune persone potrebbero sentirsi meno a proprio agio nel ricorrere alle cure, nel discutere questioni delicate o nel rivolgersi pienamente ai servizi sanitari quando hanno bisogno di sostegno.
Quando le persone non si sentono in grado di esprimersi apertamente su chi sono, gli appuntamenti sanitari possono diventare più stressanti e può risultare più difficile instaurare un rapporto di fiducia nei confronti delle cure ricevute. Queste preoccupazioni possono portare a ritardi nelle cure, a un aumento dello stress e a una minore fiducia nei sistemi sanitari.
La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire le malattie cardiovascolari, eppure una persona LGBT+ su cinque dichiara di evitare o rimandare le cure mediche per timore di subire discriminazioni. Saltare gli screening di routine per patologie quali l’ipertensione, il colesterolo LDL alto e il diabete può aumentare i rischi per la salute a lungo termine.
Nel loro insieme, questi fattori rendono le persone LGBT+ sia più vulnerabili alle malattie cardiovascolari, sia meno propense a ricevere un intervento tempestivo.